Pollice verde

24 ottobre 2011 § 4 commenti

Come mi piacerebbe avere un giardino..

Un bel giardino dove piantare alberi da frutto, piante aromatiche e fiori coloratissimi (ad esclusione di quelli gialli che mi mettono un po’ di tristezza.. è che secondo me il giallo con il verde non sta bene, non posso farci niente e NO, non faccio eccezioni nemmeno per la rosa tea). Invece mi devo accontentare di due balconi, certo meglio di niente, ma diciamo che limitano abbastanza le mie velleità botaniche! Per cui ho cercato di incastrare nello spazio a disposizione un po’ di gelsomini, 2 piccoli alberelli di ulivo che quest’anno hanno prodotto ahimè una sola oliva e una bellissima pianta di eucalipto. Ho trovato anche una soluzione discreta per il classico e odiato mobiletto da balcone e la cosa interessante è che, essendo di metallo, può essere camuffato con questi bellissimi e a dir poco geniali vasetti con calamita che contengono comodamente le piantine grasse mignon (una mia carissima amica invece li ha attaccati alla cappa della cucina!). E guardate che figurone:

    

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per quanto riguarda i vasi da ringhiera, come li chiamo io, ho trovato questi che sono perfetti per i balconi poco profondi in quanto occupano metà dello spazio rispetto ai vasi standard; si adattano bene alla maggior parte degli spessori grazie ai fermi in dotazione che evitano anche l’oscillazione del vaso e il rischio che cada giù dal balcone. E queste sono le mie nuove piantine di asparigina:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E se avete voglia di coltivarvi qualche ortaggio sul balcone e contemporaneamente riciclare gli avanzi di cucina, senza spendere ogni volta uno stipendio in sacchetti mater-bi, ecco un’idea che non occupa nemmeno troppo spazio! Ora vado ad annaffiare le mie creature…

 

 

Design a prezzi ragionevoli

15 ottobre 2011 Commenti disabilitati su Design a prezzi ragionevoli

La parola design viene spesso utilizzata erroneamente per definire il profilo estetico di un oggetto o addirittura di un intero ambiente, in realtà il suo vero significato è progettazione intesa come studio del prodotto (che può essere appunto un oggetto, un luogo o il modo di presentare questi ultimi al cliente finale). A questo punto appare evidente che siamo letteralmente circondati da oggetti “di design”: la sedia della cucina dove facciamo colazione, il nostro spazzolino, la maniglia del portone di casa fino al tappetino della macchina su cui appoggiamo i nostri piedi quando guidiamo… Lavorando nel campo, mi accade spesso che il cliente si impunti nel scegliere un oggetto che ritiene “di design” solo perché universalmente riconosciuto anche se non ci azzecca nulla con il resto del progetto. Voi direte: ma il cliente ha sempre ragione! … mannagg’…

Vabbè tutto questo sfogo preambolo per suggerirvi invece un link che farà felice chi stravede per i pezzi d’autore, ma giustamente non ha voglia di vendersi un rene per possederne uno. Purtroppo è comodo solo per i milanesi+hinterland visto che il negozio in questione si trova nella mia (ex)città, afrettatevi perchè la furbata dura fino al 22 ottobre. Invece questo altro link vi rimanda al sito di un outlet che raccoglie mobili e complementi d’arredo provenienti dalle esposizioni e vetrine di negozi in tutta Italia

Dove sono?

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